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D'una risposta che non si può formulare non può formularsi neppure la domanda.

L'enigma non v'è.

Se una domanda può porsi, può pure aver risposta.

6.51    Lo scetticismo è non inconfutabile, ma apertamente insensato, se vuol mettere in dubbio ove non si può domandare. Ché dubbio può sussistere solo ove sussiste una domanda; domanda, solo ove sussiste una risposta; risposta, solo ove qualcosa può esser detto.

6.52 (2)    Noi sentiamo che, anche una volta che tutte le possibili domande scientifiche hanno avuto risposta, i nostri problemi vitali non sono ancora neppur toccati. Certo allora non resta più domanda alcuna; e appunto questa è la risposta.

6.53    Il metodo corretto della filosofia sarebbe propriamente questo: Nulla dire se non ciò che si può dire, dunque proposizioni di scienza naturale – dunque qualcosa che con la filosofia non ha nulla a che fare –; e poi, quando qualcuno voglia dire qualcosa di metafisico, dimostrargli che a certi segni nelle sue proposizioni egli non ha dato alcun significato. Questo metodo sarebbe insoddisfacente per l'altro – egli non avrebbe la sensazione che gli insegniamo filosofia – eppure esso sarebbe l'unico rigorosamente corretto.

6.54    Le mie proposizioni illustrano così: colui che mi comprende, infine le riconosce insensate, se è salito per esse - su esse - oltre esse. (Egli deve, per così dire, gettar via la scala dopo che v'è salito).

Egli deve superare queste proposizioni; allora vede rettamente il mondo.

 

 

 

                 EPISTEMOLOGIA

Contro l'interpretazione acrobatica della scala di Wittgenstein

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