5.6

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I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo.

5.61    La logica riempie il mondo; i limiti del mondo sono anche i suoi limiti.

Non possiamo dunque dire nella logica: Questo e quest'altro v'è nel mondo, quello no.

Ciò parrebbe infatti presupporre che noi escludiamo certe possibilità, e questo non può essere, poiché altrimenti la logica dovrebbe trascendere i limiti del mondo; cioè, se essa potesse contemplare questi limiti anche dall'altro lato.

Ciò, che non possiamo pensare, non possiamo pensare; né dunque possiamo dire ciò che non possiamo pensare.

5.62 (1)    Questo pensiero dà la chiave per decidere la questione, in che misura il solipsismo sia una verità.

Ciò che il solipsismo intende è del tutto corretto; solo, non si può dire, ma mostra sé.

Che il mondo è il mio mondo si mostra in ciò, che i limiti del linguaggio (del solo linguaggio che io comprendo) significano i limiti del mio mondo.

5.63 (4)    Io sono il mio mondo. (Il microcosmo.)

5.64 (1)    Qui si vede che il solipsismo, svolto rigorosamente, coincide con il realismo puro. L'Io del solipsismo si contrae in punto inesteso e resta la realtà coordinata ad esso.

 

 

 

               Paradigmi, 2012 (3):  La forma del Tractatus e la falsa percezione di un disegno di Wittgenstein

               Rivista di storia della filosofia, LXVIII, 2/2013:  Il luogo logico dell’Io entro la mappa cognitiva del Tractatus di Wittgenstein

               Acta Analytica, July 2013:  A Significant ‘False Perception’ of Wittgenstein’s Draft on Mind’s Eye