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  Eguaglianza d'oggetto esprimo mediante eguaglianza di segno, e non mediante un segno d'eguaglianza; diversità d'oggetti, mediante diversità di segni. 5.531 Io scrivo dunque non "f(a, b) . a = b", ma "f(a, a)" (o "f(b, b)"). E non "f(a,b) . ~ a=b", ma "f(a,b)". 5.532
(1) E analogamente: Non "( (Dunque,
invece della russelliana "( "( 5.533 Il segno d'eguaglianza non è dunque parte costitutiva essenziale dell'ideografia. 5.534 E ora vediamo che proposizioni
apparenti come: "a=a", "a=b . b=c . 5.535 (2) Con ciò si eliminano anche tutti i problemi che erano collegati a tali proposizioni apparenti. Tutti i problemi, che l' "assioma dell'infinito" di Russell comporta, son da risolvere già qui. Ciò che l'assioma dell'infinito intende dire sarebbe espresso nel linguaggio dall'esservi infiniti nomi con significato diverso. |