5.13

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Che la verità di una proposizione segua dalla verità di altre proposizioni, noi ravvisiamo dalla struttura delle proposizioni.

5.131 (1)  Se la verità d'una proposizione segue dalla verità di altre, ciò s'esprime mediante relazioni nelle quali le forme di quelle proposizioni stanno l'una all'altra; che siamo noi a porle in quelle relazioni, connettendole l'una all'altra in una proposizione, non occorre: quelle relazioni sono interne e sussistono immediatamente quando e in quanto sussistono quelle proposizioni.

5.132    Se p segue da q, posso concludere da q a p; inferire p da q.

Il modo della conclusione è da ricavarsi solo dalle due proposizioni.

Esse ed esse soltanto possono giustificare la conclusione.

"Leggi d'inferenza" che - come in Frege e Russell - giustifichino le conclusioni, sono prive di senso, e sarebbero superflue.

5.133    Ogni inferire avviene a priori.

5.134    Da una proposizione elementare non può inferirsene un'altra.

5.135    In nessun modo può concludersi dal sussistere d'una qualsiasi situazione al sussistere d'una situazione affatto diversa da essa.

5.136 (3)   Un nesso causale, che giustifichi una tale conclusione, non v'è.